15/06/2015

Prototipazione 3D

Creare, dare vita a un prototipo, significa toccare con mano un’idea che improvvisamente si materializza. Le nuove tecnologie applicate alla prototipazione tridimensionale consentono di ottenere veri e propri modelli fisici e di valutarne all’istante le funzionalità, ma anche le eventuali criticità nascoste, così come i costi, i tempi di ciclo, le risposte del mercato.

Anche se sono molteplici i materiali impiegabili per produrre i prototipi (resine, nylon, cartone, legno, gesso, ecc.) la parte più consistente è rappresentata dalle plastiche che permettono, soprattutto in ambito meccanico, di verificare il design e il montaggio dei futuri oggetti.

Grazie al processo di sinterizzazione, si possono realizzare anche prototipi di modelli da utilizzare per le fusioni. Nelle fonderie, in particolare, durante il processo di sinterizzazione, questa volta non più della plastica ma bensì della sabbia, motte e anime possono essere realizzate direttamente dal modello 3D utilizzando una sabbia speciale con resina termoindurente.

Questo processo elimina la fase lunga e costosa della costruzione di tutta l’attrezzatura necessaria: specialmente per la fase di sviluppo e studio è così molto più semplice implementare le modifiche in tempi rapidi fino alla convalida del progetto.

Le maggiori problematiche legate ai materiali plastici si possono incontrare qualora essi vengano impiegati per prove nelle quali entrano in gioco anche questioni di tipo termico come nel caso dell’impiego di LED che richiede una importante dissipazione termica. La soluzione può consistere in un trattamento superficiale delle plastiche in modo da ottenere pelli di alluminio che, tra l’altro, fanno assumere all’oggetto una forma molto simile a quella di un componente metallico.

A questo punto è possibile effettuare anche test termici quali fotometrie o prove di accensione, realizzando prototipi di corpi illuminati nei quali, oltre all’estetica, si può esaminarne fin da subito la funzionalità.