20/05/2013

Punta della Dogana torna alle origini

È tornato: dopo anni di assenza e dopo mesi di restauro operato dalla NERI, l’antico lampione originale di Punta della Dogana ha ripreso il suo posto a Venezia proprio in questi giorni, alla vigilia della Biennale.

Palo e lanterna sono nati nella più antica e importante fonderia di Venezia a metà del 1800, e la possibilità di datarne e riscoprirne l’origine è data dal prezioso lavoro storiografico operato nel corso degli anni dalla Fondazione Neri - Museo Italiano della Ghisa.

Il logo e il marchio rinvenuti durante il restauro del lampione di Punta della Dogana, che doveva essere inizialmente adibito a faro, sono stati infatti confrontati con il marchio di un palo veneziano di esposto al Museo Italiano della Ghisa: si tratta del marchio della fonderia Hasselqvist, fondata dallo svedese Teodoro Hasselqvist il 28 maggio del 1851, che ottenne la licenza dal Comune di Venezia ad esercitare l’attività di fonditore mediante l’ausilio di una nuova caldaia a vapore di fabbricazione belga, facilitato dall’abbondante approvvigionamento di materia prima che arrivava a Venezia dall’Inghilterra.

La fonderia venne poi rilevata dall’Ingegnere Neville nel 1858, che cambiò il marchio di fabbrica su tutte le lavorazioni in ferro, dando vita così alla storicamente ben nota Privilegiata e Premiata Fonderia Veneta Di Enrico Gilberto Neville & C. con sede a Venezia.

Grazie a questa ricerca, è possibile quindi datare la nascita del “faro” di Punta della Dogana tra il 1851 e 1858.

Secondo il parere dei restauratori della Neri, il lampione appena reinstallato nella sua originaria collocazione è l’originale e non una riproduzione.
Questa considerazione nasce da un’analisi che tiene conto della tecnica con cui sono stati assemblati gli elementi, come ad esempio la chiodatura della lanterna.