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Neri - Signs for the future
   
 



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NUOVE LUCI SUL LUNGOMARE DI BARI

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Negli ultimi decenni si va sempre più affermando nelle città italiane una cultura del recupero e della conservazione del patrimonio architettonico esistente. In questo ambito si inserisce lo sforzo di molte amministrazioni pubbliche a considerare anche l’illuminazione pubblica all’interno di un piano organico di riqualificazione urbana.
La Neri S.p.A. ha da sempre fatto propria questa tendenza attraverso la creazione di lampioni che riproducano, adeguandoli dal punto di vista tecnico, le luci che storicamente hanno caratterizzato  le diverse città.
In questo contesto si inserisce il lavoro di riproduzione dei corpi illuminanti del Lungomare di Bari: il viale, nel corso dei decenni, ha conservato pressochè intatto l’impianto di illuminazione realizzato negli Anni Trenta, oggi vanta ben 200 candelabri con 4 lanterne ciascuno.  


Anni Trenta, impianto originale con globi in vetro, sostituiti poi dalle lanterne.


Condizioni delle lanterne, prima dell'intervento di restauro.

Negli ultimi anni si è resa evidente la necessità di adeguare i corpi illuminanti alle normative in tema di risparmio energetico e inquinamento luminoso, mantenendo l’estetica dei lampioni originari.
L’intervento realizzato dalla Neri, ha preso in considerazione la riproduzione di 800 lanterne che sono state realizzate rispettando fedelmente la tipologia originale, pur garantendone un up-grade tecnologico importante. Il nuovo corpo illuminante è interamente in ottone come i precedenti, si presenta a norma con le recenti normative, vanta maggiore sicurezza e più bassi consumi.

 
In particolare la nuova lanterna è in Classe II d'isolamento, con grado IP66 generale. Tutto ciò garantisce una protezione dalle infiltrazioni di polvere e acqua e quindi una manutenzione ridotta con un rendimento luminoso di più lunga durata. L’inserimento dell’ottica e dell'alimentatore elettronico, hanno reso possibile utilizzare una lampada da 45W a ioduri metallici, che consente una qualità d'illuminazione ottimale, pur con una potenza molto inferiore rispetto a quella originaria (lampade da 125W al mercurio) e quindi un notevole risparmio energetico di tutto l’impianto.



Dal punto di vista estetico l’impianto ha rispettato l’immagine originale: la lanterna ha mantenuto la stessa forma con lo schermo bianco opalino, ora costituito da un solo pezzo per garantire la massima protezione alla polvere e infiltrazioni d’acqua. Per quanto riguarda il colore, per esplicita richiesta della Sovraintendenza, si è voluto riprodurre il particolare colore nero opaco delle lanterne originali, dovuto all'ossidazione dell'ottone nel tempo, rispettando in tal modo fin nel dettaglio l’immagine storica del luogo.





 
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