Fenice Manduria

Situata al centro della regione Puglia nel Sud Italia, Manduria è una città di antiche origini. Conserva ancora interi tratti di fortificazioni risalenti alla Magna Grecia che spesso si scorgono intervallate alle abitazioni che, costruite nel tempo, danno vita a un intreccio di stretti vicoli.

L’aspetto attuale della città ha un’origine settecentesca, quando i ricchi feudatari della famiglia Imperiale, gli stessi della vicina Francavilla Fontana, costruirono sui ruderi del castello medievale un imponente palazzo. Questo edificio fu elemento fondamentale di un importante piano di rinnovamento urbanistico della città. Il palazzo è concepito secondo lo schema classico della dimora urbana, a pianta quadrata. Per lo stile severo ed austero risultano evidenti le caratteristiche di unicità nel panorama del tardo barocco salentino. L’unica concessione al gusto rococò del tempo è costituita dalla lunga balconata in ferro lavorato “a petto d’oca”.

La storia della illuminazione di Manduria nel corso del ‘900 la raccontiamo partendo dalla piazza su cui si affaccia il Palazzo e che ancora oggi rappresenta il centro della città. È una storia tipica che si ripete in tante città italiane e che incontreremo ancora. La documentazione fotografica raccolta dalla Fondazione Neri mostra la piazza fra le due guerre, illuminata con alti lampioni in ferro e ghisa coronati da ricchi pastorali.

Questa illuminazione rimarrà fino alla fine degli anni ’50 quando, sulla scia di una stolta cultura del rinnovamento, sarà sostituita da semplici lampioni in acciaio.

Trascorrono oltre 20 anni e attorno al 1980, in un fenomeno culturale esteso in tutto il territorio nazionale, con le prime manifestazioni però al sud Italia, si comprende il valore dell’illuminazione precedente, stoltamente distrutta e con un nuovo progetto si installano lampioni in ghisa, non identici a quelli originali ma realizzati con i medesimi stilemi.

Nei vari luoghi della città vengono così impiegate diverse tipologie di mensole a muro, di lampioni in ghisa ad una o più luci e pali alti in ghisa e acciaio per la grande Piazza. Sono pali Neri e tutti montano un corpo illuminante a forma di sfera.

Nel 2015 avviene un nuovo importante passaggio dalla luce a scarica a quella LED, e Manduria trasforma il suo volto. Ad essere rinnovate sono le fonti luminose, le sfere, che vengono sostituite con lanterne Light 804 sui pali a una e più luci e con lampare Light 23 sui grandi lampioni della piazza. Questa trasformazione però non modifica la precedente disposizione e conserva i lampioni, che per l’occasione vengono ridipinti tornando come nuovi pur a distanza di oltre 30 anni.

Manduria è oggi un esempio di ottima gestione che conserva quanto di valore installato in passato ma lo rinnova dal punto di vista illuminotecnico e di efficenza. La città ne risulta arricchita con una crescente qualità della vita.

È sopratutto di sera e di notte che l’effetto è sorprendente. Da una luce gialla che si diffondeva a 360 gradi, quale quella delle sfere, ad una luce a 3.000 gradi K, priva di abbagliamento. Una luce che emana dall’interno delle lanterne che, prive di vetro, si percepiscono nella loro forma e animano in maniera discreta ed originale i luoghi urbani.