Fenice Siracusa

Ortigia è il cuore storico di Siracusa: la sua fondazione avvenne intorno all’VIII secolo a.C., ad opera dei Greci. Annoverata tra le più vaste metropoli dell’età classica e della Magna Grecia, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla.

Numerose le personalità influenti accolte al suo interno, come Archimede che vi sarà ucciso dai romani e Platone, che sogna e si illude di poter realizare in essa il primo passo verso la città descritta in Repubbica. Cicerone nel I secolo a.C. la descriveva ancora come la “più grande e la più bella città greca”.

Nel 1693 un violento terremoto la distrusse, ma in pochi anni fu ricostruita nello stile Barocco che tutt’oggi la contraddistingue. In epoca moderna fu una delle tappe principali del Grand Tour. Nel 2005, l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

La città è stata illuminata interamente con LED ad opera di Citelum che ha sostituito migliaia di corpi illuminanti con prodotti analoghi ma dotati di fonti LED. Sui pali a pastorale della magnifica piazza del Duomo le vecchie sospensioni sono state sostituite con Light Nova.

Ortigia è delimitata da mura fortificate protese verso il mare che formano una vera e propria penisola. Ad illuminarla fin dagli anni ‘80 c’erano le vecchie lanterne Light 800 costruite da Neri che sono state sostituite con nuove lanterne Light 801 a LED. Lo stesso corpo illuminante è stato utilizzato anche nelle strade e nei vicoli interni della città.

All’estremità della penisola di Ortigia, là dove la città con una architettura ottocentesca si unisce al territorio retrostante, Citelum ha sostituito centinaia di semisfere su pali alti 9 metri con Light Polaris.

Con Light Polaris è stata illuminata anche piazza Archimede con la famosa fontana di Diana, la greca Artemide protettrice della città e della fanciulla Aretusa che solleva impaurita il braccio fuggendo il suo inseguitore Alfeo che, insidiandola, si protende verso di lei per afferrarla.

Il progetto di Siracusa è stato completato con i dissuasori e le panchine della serie Dhalia collocati lungo corso Vittorio Emanule, la parte della città costruita nel ‘900 e accanto alle magnifiche rovine del tempio di Apollo.