Restauro Chiavari

La città di Chiavari si affaccia sul mar Ligure della Riviera di Levante ad est di Genova. Il centro storico chiavarese può essere considerato una delle zone meglio conservate e preservate dell’intero comprensorio. La sua struttura urbana e architettonica è infatti molto diversa dagli altri comuni della riviera ligure, soprattutto per la numerosa presenza dei portici medievali lungo la via principale del nucleo storico.

In piazza Mazzini, di fronte alla Cittadella, oggi Palazzo di Giustizia, Chiavari conserva 4 lampioni in ghisa della fonderia milanese Compagnia Continentale già Brunt, famosa dagli inizi del XX secolo, che con i suoi prodotti di alta qualità ha arredato tante piazze d’Italia.

Questa tipologia di lampione a Chiavari era presente anche in piazza XX Settembre (ora Piazza Matteotti) fin dall’inizio del ‘900. Le due piazze principali della città assunsero quindi un aspetto simile, ciascuna illuminata da quattro lampioni identici a 4 luci.

Con l’avvento della luce elettrica, attorno agli anni ’30 i pali furono radicalmente modificati alzandoli con una colonna supplementare e sostituendo le lanterne con sfere sospese.

I quattro lampioni di Piazza Mazzini, unici ad essere sopravissuti, sono stati smontati e portati nei laboratori di restauro Neri. Molte parti erano spezzate, in particolare i basamenti e le colonne.

In Neri tutte le fusioni sono state sabbiate accuratamente per permettere lo smontaggio dei singoli elementi e evidenziare le parti danneggiate.

I basamenti hanno richiesto un intervento di ricomposizione delle forme originali con saldature delle parti che si erano spezzate.

Le colonne, già in passato molto danneggiate, erano state nel tempo rinforzate con diversi tubi in acciaio inseriti all’interno per migliorarne la resistenza meccanica ormai compromessa. In Neri sono state liberate e dotate di nuovi tubi appositamente calcolati per garantire la massima sicurezza e stabilità.

Tutti i singoli elementi recuperati dopo lo smontaggio sono stati censiti e dopo essere stati ripuliti, sono stati saldati nuovamente ricomponendo l’estetica originale del lampioni.

L’intervento sulle mensole ha permesso di ricostruire una storia “industriale” davvero interessante. Le mensole sono perfettamente identiche a quelle dei pali restaurati da Neri nel 2000 a Dublino sull’ O’Connel Bridge della capitale irlandese, fuse non dalla fonderia Brunt ma dalla fonderia francese Durenne. Ma non solo: quattro lampioni identici furono restaurati da Neri alla fine degli anni ‘90 a Senigallia. Una conferma della diffusione di questo modello.

A seguito degli interventi meccanici di ricostruzione tutte le singole componenti in ghisa sono state nuovamente sabbiate e stuccate in preparazione della verniciatura.

Alla stuccatura ha fatto seguito la verniciatura per immersione e a spruzzo. Il risultato finale è stato sorprendente.