Restauro e riproduzione Enna

Enna sorge al centro della Sicilia ad un’altezza di quasi 1000 metri. La città è stata definita Urbs Inexpugnabilis, dai romani per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, per la sua centralità geografica rispetto all’Isola, e Belvedere di Sicilia, per le vedute panoramiche che da qui si hanno nelle varie direzioni. Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi.

Ad illuminare l’ingresso principale della Cattedrale e la sua originale scalinata, all’inizio del secolo scorso furono montati quattro maestosi lampioni in ghisa coronati da una cima con cinque lanterne. In seguito ad una nuova sistemazione della scalinata, i lampioni furono suddivisi fra l’ingresso principale e quello laterale.

Questa tipologia di lampione è tipicamente siciliana. Analoghi esemplari illuminavano via della Libertà a Palermo e differivano solamente per la cima che anziché montare mensole con lanterne era coronata da un pastorale o da una cetra con sfere.

I quattro lampioni sono stati ora restaurati da Neri SpA. Il primo intervento è consistito nel separare i vari elementi che compongono ciascun lampione: - il basamento dalla prima colonna decorata con quattro magnifici volti di leone; - in seguito la seconda colonna decorata con foglie che la avviluppano; - ed infine il capitello che regge le quattro mensole e la lanterna centrale.

Dopo oltre 100 anni la superficie risultava molto deteriorata e arrugginita. Per riportarla al suo stato originale ogni elemento è stato sabbiato accuratamente portando in evidenza la bellezza dei vari decori.

Sono così venuti alla luce i danni subiti dalla ghisa che in alcuni casi è risultata spezzata. Il disegno originale, là dove necessario, è stato ripristinato con la saldatura dei pezzi danneggiati. Con la tornitura inoltre sono stati ricreati i piani di appoggio di ciascun elemento per rendere possibile il nuovo montaggio.

Sabbiando le singole parti si è scoperto che uno dei basamenti presentava una superficie priva di materiale, dovuto ad un difetto di fusione originale. Anche la fascia dei decori ornata con ovuli non era completa e due di essi erano mancanti. Si è così reso necessario apportare nuovo materiale metallico per ottenere una superficie omogenea e per ricomporre il decoro originale.

Il capitello e la cima terminale non sono risultati più idonei a reggere il peso delle quattro mensole. Si è perciò reso necessario ricostruire nuovi modelli per fondere quattro nuovi capitelli e cime identici agli originali ma con dimensioni e spessori maggiori. Per ciascun modello si è anche costruita in legno la parte interna, la cosìdetta anima, che crea il vuoto nel momento della fusione.

In fonderia i modelli e le corrispondenti anime hanno reso possibile realizzare le nuove fusioni. Un lavoro manuale di grande cura e precisione.

Le fusioni così ottenute sono risultate perfette.

Lo stesso è avvenuto per le mensole. In quelle originali il cavo elettrico passava esternamente. Una soluzione tecnica oggi non più a norma. E’ stato perciò creato un modello per la fusione di nuove mensole dotate di un tubo interno per il passaggio del cavo elettrico. Successivamente si è poi proceduto a montare i quattro bracci nel nuovo capitello.

Infine ciascun elemento in ghisa è stato protetto con un primer zincante epossidico attraverso un bagno per immersione in grado di preservare anche la parte interna di ciascuna fusione.

Prima della verniciatura finale si sono rifinite a mano tutte le superfici ottenendo una omogeneità estetica.

Infine dopo una seconda ed una terza mano di sottofondo i lampioni sono stati verniciati a spruzzo color Grigio Neri.