Restauro Marina di Ravenna

Ravenna, non lontana da Venezia, nella sua storia è stata capitale tre volte: dell’Impero Romano d’Occidente (402-476), del Regno degli Ostrogoti (493-553) e dell’Esarcato Bizantino (568-751). Per le vestigia di questo luminoso passato e il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna, con i suoi mosaici, è inserito dal 1966 nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Restauro dei lampioni storici

A Ravenna la Fondazione Neri – Museo Italiano della Ghisa nei primi anni del 2000 ha individuato due straordinari lampioni originali, collocati sui bracci del molo che delimitano l’ingresso al porto di Marina di Ravenna, e ha lanciato un allarme per la loro conservazione. Si tratta di due lampioni unici, di grande fascino, prodotti dalla prestigiosa Fonderia del Pignone di Firenze nel 1934. In Italia esistono ancora alcuni esemplari di un basamento analogo a Roma, presso la sede della Banca d’Italia. La Fonderia del Pignone nel suo catalogo del 1920 lo presentava in una grande fotografia: una versione a 5 luci con una colonna più bassa. Le cattive condizioni dei lampioni di Ravenna ne mettevano a rischio la sopravvivenza. Entrambi risultavano gravemente compromessi da un avanzato stato di degrado, causato dagli agenti atmosferici (vicinanza al mare) e dalle manomissioni che hanno provocato nel tempo la perdita di alcuni preziosi elementi decorativi e la loro rottura.

Grazie all’intervento dell’Autorità Portuale, e al sostegno della Cassa di Risparmio di Ravenna e Casa Matha, i lampioni sono stati restaurati da Neri SpA. In particolare, la rottura della colonna era quella che più preoccupava per la stabilità del palo. Essa è stata saldata e rinforzata da un’anima in acciaio. Tutte le parti sono state ripulite e i decori mancanti riprodotti. Ora a Marina di Ravenna è possibile apprezzare questa tipologia di lampione, unica nel suo genere, in tutta la sua bellezza riportata alle condizioni originali.